Appunti DiVINI e SPIRITOSI - Degustazioni

CHE MERAVIGLIA IL FRIULANO DE I CLIVI

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Adoro l’antico Tocai, oggi Friulano: tra i preferiti per me sono quelli realizzati da I Clivi di Ferdinando Zanusso. E’ una piccola azienda abbastanza giovane (la prima annata è il 1996) situata al confine delle due zone DOC dei Colli Orientali del Friuli e del Collio Goriziano e possiede vigne in entrambe le denominazioni. Così realizza due Tocai da due vigne differenti: una nei Colli Orientali del Friuli, il Clivi Galea, ed una nel Collio Goriziano, il Clivi Brazzan.

E’ interessante notare le differenze che il differente terroir dona ai due vini con il  medesimo vitigno. L’azienda condotta dal titolare  Ferdinando e dal figlio Mario lavora con metodi artigianali volti alla massima qualità sia in vigna che in cantina: pur non avendo una certificazione ufficiale, l’agricoltura praticata è paragonabile a quella biologica con lavori in vigna svolti solo a mano e trattamenti a base di rame e zolfo con l’esclusione di diserbanti, concimi ed anticrittogamici sistemici; l’azienda ha la fortuna di avere viti molto vecchie - la quasi totalità di età compresa tra i 40 e i 60 anni, ma in alcuni appezzamenti non lontane dal secolo di vita -  ed è noto che con l’avanzare dell’età la vite diminuisce la quantità di uva prodotta, ma ne aumenta la qualità.

La resa è molto bassa, dai 20 ai 30 quintali per ettaro di grappoli perfettamente maturi e raccolti a mano. Il vino ha bisogno di tempo. Anche in cantina, così come in vigna, l’attività è governata dai ritmi lenti dei processi naturali e dai tempi lunghi del lavoro manuale. Le fermentazioni vengono svolte in acciaio con lieviti indigeni, i vini maturano sui propri fondi, sono evitate le filtrature, le chiarifiche avvengono per sedimentazione, le bottiglie sono riempite per gravità evitando l’uso di macchine riempitrici a pressione ed anche la tappatura è manuale. I vini vengono messi in commercio almeno  tre anni dopo la vendemmia.


Recentemente ho riassaggiato due versioni del Clivi Galea: il 1999 era un vino ancora perfettamente vivo, pimpante, anche se i profumi avevano assunto sentori maturi e al gusto prevaleva la morbidezza; il 2004 era semplicemente fantastico, un vino molto fine ed elegante, estremamente piacevole da bere e perfettamente equilibrato in tutte le sue componenti, con un finale di bella sapidità. L’azienda produce altri due bianchi da uve Verduzzo e Malvasia Istriana ed un rosso da uve Merlot, tutti di alto livello qualitativo.
A Milano il costo del Friulano è  intorno ai 15 € a bottiglia.

I Clivi di Ferdinando Zanusso
Località Gramogliano 20  - Corno di Rosazzo (UD)
www.clivi.it

(Andrea Matricardi)

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C’ERA UNA VOLTA IL TOCAI

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La mitica uva bianca, diffusa nel Friuli, e  che dava un grande vino chiamato Tocai, non si può più chiamare così. L’Unione Europea ha stabilito che la denominazione Tocai fosse riservata al Tokaji ungherese poiché si è deciso di privilegiare le menzioni territoriali rispetto ai nomi dei vitigni. Infatti con questo nome in Ungheria si identifica una regione in cui si produce un vino bianco essenzialmente dolce prodotto col vitigno Furmint. Per il nostro vino si è deciso di usare semplicemente il termine Friulano. Non voglio però dilungarmi su questioni normative, ma vi parlo di  un vino piuttosto conosciuto e non solo nella sua regione di origine; io l’ho sempre trovato un vino interessante, ma anche … difficile.

Non è un vino che si esprima in modo intenso ed accattivante con profumi particolari che lo rendano immediatamente riconoscibile, ma piuttosto è un vino fine e delicato che accanto a note fruttate -frutta bianca in particolare-  mostra sentori vegetali e di erbe aromatiche. Ha buon corpo ed è piuttosto equilibrato al gusto con un finale caratterizzato da una bella sapidità e dal tipico sentore di mandorla amara.

Quando viene prodotto nei territori più vocati, cioè la zona dei Colli Orientali del Friuli  e quella del Collio Goriziano, è un vino evolve bene nel tempo, ed è meglio assaggiarlo dopo due o tre anni dalla vendemmia. Solo negli anni Ottanta del secolo scorso, si è scoperto che il Tocai Friulano coincide col Sauvignonasse o Sauvignon Vert, vitigno francese un tempo coltivato nella zona di Bordeaux, ma poi abbandonato perché non aveva le stesse caratteristiche qualitative del più noto Sauvignon Blanc.

(Andrea Matricardi)

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ROSSO MASIERI - 2008

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Ho bevuto un vino che mi ha conquistato: un merlot in purezza dell’Azienda Agricola Biancara di Angiolino Maule del territorio di Gambellara (Vi). Un produttore che ha sede sui Monti Lessini, tra le colline di origine vulcaniche, ai confini delle  provincie di Vicenza e Treviso. Lo trovo di un bel colore vivace, floreale e speziato al naso ed equilibrato in bocca, ottimamente bilanciato tra alcol, tannicità e dolcezza.

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