BUON VINO NON MENTE *

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Dall’8 al 12 aprile, presso la Fiera di Verona, apre i battenti l’annuale appuntamento che coinvolge produttori, buyers, appassionati e semplici curiosi che vogliono conoscere lo stato dell’arte nel campo del vino, Vinitaly. Si vedrà soprattutto se un intero comparto economico continua a trainare: in ambito agricolo, infatti, il vino è una delle più importanti entrate per il nostro paese. Da questo punto di vista  il vino è probabilmente ancora un porto sicuro, meno colpito di altri comparti dalla crisi, anche per scelte serie e lungimiranti della   maggior parte dei vitivinicoltori.

Si è comunque aperta una profonda riflessione su cosa debba essere, oggi, il vino, e come debba essere riqualificato il suo ruolo nell’alimentazione e nella quotidianità. Dimenticati i vini come status symbol,  molti sommelier, enotecari, chef e consumatori consapevoli cercano di tornare con i piedi per terra, nel senso più letterale del termine. Insomma: cercare nel vino sentori e aromi estranei al territorio può essere deviante, spingendo a snaturare le produzioni, soprattutto per gli agricoltori  più radicati nella loro area di produzione, che può portare al rischio di lasciare  invendute le loro bottiglie.
Cerchiamo allora di pensare al vino come componente della nostra quotidianità, come aggiunta di piacevolezza e riconoscimento di identità territoriale. Sarebbe bello tornare ad un vino  più naturale, non considerato inadeguato perché non “passato in barrique” o non ottenuto da vitigni internazionali, evitando di seguire la moda del vino dal nome ammiccante o sponsorizzato da qualche guru televisivo, ma che obbiettivamente va oltre il suo vero valore.
Naturale che poi significa tanto lavoro in vigna, tanta ricerca di vitigni autoctoni, tanta elaborazione culturale di produzioni locali, che sovente accompagnano molto bene le eccellenze agricole di quella stessa area geografica. Per tornare al territorio, senza dimenticare la memoria e soprattutto mettendoci tanta e tanta passione.

Carlo Casti

* articolo pubblicato nel quotidiano EPOLIS

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