SAPORE E SALUTE: DEBOLE E’ LA CARNE *

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Si parla molto oggi di “sostenibilità”.  Ciò significa anche che i nostri consumi quotidiani non influenzano solo la nostra sfera personale, in realtà fanno parte di una dimensione  pubblica e collettiva, con enormi ripercussioni sul nostro pianeta. Se vogliamo però focalizzare l’attenzione sul legame tra alimentazione e salute, è il caso di rivalutare quanto e come l’effettivo cambiamento dei nostri stili di vita può influire sul nostro benessere, sul controllo di patologie in rapida diffusione.

Malattie cardiovascolari, obesità anche in età pediatrica, rischi tumorali, vengono correlati sempre più spesso ad un consumo eccessivo di carne: il mito del benessere diffuso negli ultimi decenni del secolo ha portato a considerare povero e inadeguato un pasto privo di elementi proteici e di lipidi animali. Un ricordo incancellabile per chi ha qualche capello grigio farebbe emergere la memoria di interi periodi trascorsi senza carne: almeno fino alla seconda guerra mondiale era un vanto mangiare un piatto di carne una volta alla settimana. E se ci fosse del vero, nel recupero di una maggior sobrietà, come punto di partenza per una maggior salute, nostra e del nostro pianeta?
Le conoscenze di oggi hanno messo in evidenza l’impatto ambientale negativo della produzione massiva, i potenziali rischi connessi alle modalità di allevamento, di trasformazione, di conservazione e del trasporto della carne.
Tutti problemi che il consumatore responsabile si pone, oltre quello dell’imperativo di mangiare-meno-carne, anche per la tutela della propria salute.
L’Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione consiglia di alternare alla carne, pesce, uova e legumi per sopperire al bisogno proteico: meno calorie significa anche inserire nel nostro corpo più fibre e vitamine, sostanze antiossidanti e sostanze cosiddette fito-chimiche che proteggono da patologie infiammatorie, degenerative e tumorali.
Carnevale, ogni carne vale. Ma poi, facciamoci un pensierino, in fondo un po’ di quaresima non fa certo male e ci consente di tornare in pace con il nostro corpo e il nostro gusto.

Carlo Casti

* articolo pubblicato nel quotidiano EPOLIS

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