La Cucina Italiana
LA CUCINA ITALIANA, COME NON DIMOSTRARE OTTANTA ANNI *
Sono un fedele lettore della rivista LA CUCINA ITALIANA che, pensate, nel 1929, quando nacque, era un…”giornale di gastronomia per le famiglie e i buongustai”, della dimensione del “lenzuolo”, più grande degli attuali quotidiani.
A sfogliare la copia oggi e a rileggere l’editoriale e lo stile si rimane sbigottiti per la modernità e la classe che questa pubblicazione ha saputo mantenere nell’arco di questi ottanta anni.
“Non c’è antitesi fra sobrietà e gusto; non c’è incompatibilità fra palato ed economia; non c’è dissociazione fra cucina e civiltà. Anzi” e ancora “i contributi del Gusto, per diligenza e garbo delle massaie, per studio e passione di artefici, si travasano nella gioia di vivere”.
Non sembra davvero di leggere un gastronomo moderno che, con abilità, ha attraversato indenne “nouvelle cuisine”, fast food e slow food e forse anche la cucina molecolare?
Un impagabile pregio di questo mensile, sin da subito, è stata la centralità della “degustazione”, con un comitato dedicato a raccontare per iscritto quanto assaggiato e valutato. Le ricette, vanto e vera caratteristica della rivista mensile, sono tutte passate per il palato critico di chi scrive e offre ai lettori le sue sensazioni e le sue opinioni. Per fare gli auguri alla rivista invece di un semplice brindisi, magari sarà il caso di dare seriamente seguito agli insegnamenti di chi, in questo lunghissimo tempo, ha saputo valorizzare la cultura, il savoir faire, la passione per la cucina, affermando il rispetto per i prodotti della terra, partendo dalla complessità dell’idea-cibo.
Carlo Casti
* articolo pubblicato nel quotidiano EPOLIS
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