Soul Kitchen

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Soul Kitchen

Sollecitato  dalle notizie veneziane della Mostra e relativo festival, “consigliato” da cinefili e da gastronomi  di vario tipo, non potevo perdermi questo film SOUL KITCHEN del regista Fatih Akin, già noto per il bel La sposa turca. Dal dramma col melò, Fatih passa alla commedia e con un discreto successo. Si ride, si ride tantissimo in questo film.

 

E la cucina che c’entra? Non è solo nel titolo: è chiaro il riferimento alla musica dell’anima e la cucina non è solo il luogo fisico, ma la gastronomia, il fast food , la fusion e la nouvelle cuisine  sono sempre accennate e sono il sottofondo del racconto : amori, rapporti familiari, lavoro, sesso.

 

Nel film si racconta di Zinos, un giovane proprietario del ristorante Soul Kitchen, di origine greca che attraversa uno sfortunato periodo: la fidanzata che si trasferisce in Cina, i clienti boicottano il nuovo chef “creativo”: di qui una serie di peripezie con debiti, un fratello malandrino e amori difficili. Il finale è da happy end, alla Ken Loach, come dice qualche esperto.

E’ tutta una miscela per ridere del multiculturalismo e  degli equivoci che una società complessa provoca. Non aspettatevi denunce, analisi della cultura del cibo, responsabilità della società su  ciò che mangiamo. Non era questo l’intento degli autori e del regista. Un bel film per ridere di noi stessi e di chi pensa, come dice uno dei protagonisti, che “nello stomaco c’è un buco che occorre riempire”.
Chi ha visto il film cosa ne pensa?

 

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